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“I presìdi umbri a Montecatini”

Secondo incontro nazionale dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi

Lunedì 16 ore 9.30 – 17.30

Sala Regina – Terme Tettuccio

 

Dopo cinque anni dal primo incontro tra i cuochi dell’Alleanza, arriva questo attesissimo secondo convegno con cui chef e pizzaioli si impegnano a portare avanti la filosofia di Slow Food, in Italia e all’estero. 480 locali in Italia e 836 in tutto il mondo con ben 18 paesi che dopo l’Italia hanno sposato questo progetto, dalla Russia al Belgio, dall’Albania alla Francia e all’Uganda, tutte realtà accomunate dalla necessità di solidarizzare e sostenere chi conserva saperi e lavora con rispetto la terra, dalla necessità di aiutare la conservazione della biodiversità e lo sviluppo delle produzioni agroalimentari sostenibili e promuovere l’educazione dei consumatori.

Dalle ore 10 alle ore 18 sarà allestito anche il Mercato dei Presìdi Slow Food. Una numerosa rappresentanza degli oltre 280 Presìdi Slow Food attivi in Italia per un Mercato ricco di storie e tradizioni alle Terme Tettuccio di Montecatini. Formaggi, salumi, conserve, pani e quanto altro selezionato da Slow Food in oltre 15 anni di impegno per la salvaguardia della biodiversità. Si tratta di produzioni di piccola scala che rischiano di scomparire, valorizzano territori e recuperano antichi mestieri. Anche la nostra regione Umbria sarà presente a questo importante appuntamento. Di scena i nostri presìdi. La Fagiolina del lago Trasimeno con Flavio Orsini, la Roveja di Civita di Cascia di Adelino De Carolis e il Vinosanto affumicato dell’alta valle del Tevere con Claudio Ceccarelli.

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Per prepararci alla giornata di lunedì 16 ottobre (qui il programma completo degli eventi Slow Food a Montecatini dal 13 al 16 ottobre) con il Secondo incontro nazionale dei Cuochi dell’Alleanza, vi ricordiamo tre appuntamenti a tavola con tre cuochi diversi che ci presentano la propria tradizione gastronomica cucinando con i Presìdi Slow Food.

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La buona strada – Ripartiamo dal cibo

Un progetto concreto per ripartire, per ricominciare, per far tornare a vivere le comunità delle zone colpite dal terremoto della scorsa estate.

L’obiettivo è ambizioso: raccogliere tutti insieme 180.000 Euro per aiutare queste zone a ripartire.

Noi di Slow Food Italia abbiamo incontrato contadini, allevatori, sindaci e abitanti del nostro Appennino (alcuni li abbiamo intervistati, guarda la gallery) che tenacemente resistono e non vogliono lasciare i borghi e le attività, contando sulla ricostruzione e sulla nascita di nuove opportunità ma con parametri ben chiari: riconoscere il valore del territorio con le sue fragilità e le bellezze che vanno tutelate e garantite a partire dalle relazioni sociali e dal senso di comunità. Sin dal primo momento abbiamo pensato di creare qualcosa che riuscisse a mantenere un collegamento sostanziale e costante tra le quattro regioni colpite, dando così vita al progetto La buona strada. Ripartiamo dal cibo, che coinvolge appunto Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo.

Con il vostro aiuto riusciremo nei prossimi mesi a finanziare:

• l’acquisto di un furgone attrezzato per le aree umbre e laziali circostanti a Cittareale, Accumoli, Amatrice e Cascia che venderà al pubblico i prodotti delle aziende agricole locali e delle altre regioni colpite dal sisma. Questo negozio mobile raggiungerà ogni giorno i comuni e le frazioni del territorio, oltre a partecipare alle iniziative di solidarietà a livello nazionale.

• l’acquisto di un caseificio mobile dotato di tutte le attrezzature necessarie che permetta a una ventina di allevatori abruzzesi, più precisamente del territorio aquilano, di riprendere la produzione lavorando direttamente il proprio latte.

• la realizzazione di un Mercato della Terra (i mercati agricoli di Slow Food) e l’acquisto di un negozio mobile a Comunanza, nelle Marche: favoriremo così l’approvvigionamento e la distribuzione dei prodotti locali a sostegno dei contadini e degli allevatori dell’area servendo più comuni e in alcune occasioni la zona costiera poco distante.

Dona anche tu, abbiamo poco tempo per farlo! Insieme ci sentiremo anche noi protagonisti di un piccolo cambiamento, della possibilità di alimentare piccole, ma importanti, speranze. E allora sì, che avremo un grande risultato.

Per DONARE ed altre info sul progetto clicca qui !

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A Fior di Cacio la ricotta salata della Valnerina si candida a presidio Slow Food

da http://www.umbria24.it/attualita/fior-cacio-la-ricotta-salata-della-valnerina-si-candida-presidio-slow-food

https://i2.wp.com/www.umbria24.it/app/uploads/2017/05/maxi-ricotta-fior-di-cacio.jpg

Fior di Cacio lancia la candidatura della ricotta salta della Valnerina a presidio Slow Food (sarebbe l’ottavo in Umbria). E’ nel segno della rinascita, ma soprattutto del rilancio nel segno dell’eccellenze, il weekend dedicato alle produzioni casearie di scena a Vallo di Nera il 10 e l’11 giugno. Due giorni all’insegna di iniziative dedicate a grandi e piccini che potranno così scoprire le tipicità locali, gioielli e segreti del territorio.

MAPPA: PRESIDI SLOW FOOD IN UMBRIA

Fior di Cacio: inaugura la Boschi Previsti, naturalmente anche momenti di approfondimento, come la tavola rotonda inaugurale sul tema La Valnerina della ripartenza (sabato alle 10) a cui parteciperà anche la sottosegretaria Maria Elena Boschi, oltre ai rappresentanti istituzionali dell’Umbria, esponenti delle associazioni di categoria, consorzi ed aziende umbri, ma anche del Trentino-Alto Adige e non solo. Proprio con i formaggi delle Dolomiti verrà celebrato un vero e proprio gemellaggio del gusto, grazie ad un educational e degustazioni. Le produzione casearie sono infatti protagoniste assolute della manifestazione attraverso i circa 60 stand di produttori locali, degustazioni, dimostrazioni di lavorazione e la realizzazione di una maxi ricotta (domenica alle 17), ma anche giochi e spettacoli a tema. Da Fior di Cacio e quindi da Vallo di Nera partirà il progetto per ottenere il presidio Slow food sulla ricotta salata della Valnerina come presidio Slow Food.

Ricotta salata per presidio Slow Food L’operazione verrà illustrata l’11 giugno alle 12, quando si parlerà del progetto di valorizzazione del particolare prodotto stagionato, caratterizzato dalla forma a pera e considerato retaggio della pastorizia di transumanza, che vede proprio il territorio di Vallo di Nera come limite settentrionale della sua produzione: «L’obiettivo è dare un’identità forte al prodotto, una riconoscibilità sul mercato che è anche sinonimo – evidenzia il sindaco Agnese Benedetti – di nuove opportunità lavorative. Con Fior di Cacio – va avanti – siamo giunti alla quindicesima edizione, ma quest’anno la nostra mostra mercato assume una valenza ancora più importante: vogliamo ripartire dopo le difficoltà degli ultimi mesi, puntando sulla promozione delle nostre tradizioni e produzioni artigianali per rilanciare il territorio e la sua economia, creando una rete con le altre realtà del cratere sismico».

Da Amatrice e Camerino Non è infatti un caso che durante Fior di Cacio ci sarà uno show cooking a cura di Nando Bonanni, ristoratore di Sommati di Amatrice, la cui attività è stata distrutta dal terremoto del 24 agosto. Saranno presenti anche gli stornellatori a braccio di Camerino, altra città fortemente danneggiata dalle scosse di fine ottobre.

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